Capitolo ventisettesimo

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Capitolo ventisettesimo I Sul tavolo di marmo, alla luce dei neon, il pietrificatore introduceva il preparato nel cadavere della ragazza. La festa di Strigora gli aveva procurato carne fresca. Le tre attrici erano state solo un estemporaneo esperimento sul suo nuovo procedimento, ma niente di più. Mai abbandonare la strada vecchia per quella nuova: sai quel che perdi, non sai quel che trovi. Col bisturi scoprì le due arterie femorali dentro le quali inserì due cannule di ottone che spinse da una parte fino all’aorta ventrale e dall’altra fino al ginocchio. Fece aderire perfettamente la pelle delle ferite intorno alle cannule e pompò dentro la soluzione. La ricetta goriniana prevedeva una soluzione debitamente composta da cinque chilogrammi di soluzione di sublimato corrosivo e due etti d

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