XIVUn pomeriggio vidi rientrare in casa inaspettatamente mio marito stravolto in viso, brutto a vedersi come diveniva ogniqualvolta gli si scatenavano nell’animo le sue passioni primitive. Era venuto a diverbio con mio padre e aveva abbandonato l’ufficio dichiarando che non vi sarebbe rientrato mai più. Una visione remota mi si affacciò alla memoria: mio padre, il giorno in cui aveva lasciato il suo posto a Milano. Com’egli era sereno, quasi ilare di trovarsi di fronte ad un avvenire ignoto ma libero! Dalla stessa calma, quasi da letizia, mi sentivo invasa io, adesso, mentre mio marito mal celava il suo rammarico, non di aver offeso il padre di sua moglie, l’uomo a cui doveva tutto, ma di essersi rovinata la situazione. La cosa era irreparabile. Mio padre non avrebbe certo perdonato. L’

