XVI

2891 Parole

XVIVenne Natale, cogli arbusti delle rosse bacche sui gradini della Trinità dei Monti, coi presepi di Piazza Navona, delizia del mio piccino; venne la stagione dei teatri e delle conferenze, ed il febbraio coi primi rami fioriti; per le vie stormi di giovani straniere, alte, bionde e ridenti, passavano recando sulle braccia le candide nuvole di petali. Talvolta anch’io e il mio bimbo portavamo a casa quei tenui annunzi primaverili. Dalle pareti alcune fotografie, le Sibille della Sistina, il tragico e dolce Guidarello sul suo guanciale di pietra; un calco dell’Erinni dormente, dono della disegnatrice norvegese; alcuni ritratti, Leopardi, George Sand coi grappoli di neri capelli, Emerson, Ibsen, figure di geni e di simboli, sembravano animarsi nei luminosi riflessi dei fiori, lievemente col

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