Capitolo 9: Il Ritorno

1442 Parole

Il fischio delle sirene della polizia penetrò come un serpente di ghiaccio attraverso le sottili pareti di legno del retrobottega di Gobbo Luigi, trafiggendo l'abisso febbrile della coscienza di Sebas Costa. Il suono si avvicinava, portando con sé un'autorità innegabile e un'oppressione gelida, per poi fermarsi all'incrocio non lontano dalla bottega, il suo stridore improvvisamente interrotto, lasciando un silenzio soffocante e una spada di Damocle sospesa. Il cuore di Sebas martellava nel petto infuocato, quasi a voler spezzare le costole. Cercò di divincolarsi, di fuggire, ma il suo corpo era come legato da catene invisibili al rozzo letto di legno, incapace di muoversi. Le vertigini della febbre alta erano come maree impetuose che lo trascinavano di nuovo nel vortice oscuro. Le parol

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