Notte fonda. L'antica chiesetta abbandonata di Santa Maria. La luce della luna filtrava attraverso le vetrate colorate rotte, raffiguranti scene di martirio di santi, proiettando chiazze di luce bizzarra e screziata sulla statua della Madonna coperta di polvere e ragnatele. L'aria era carica di polvere, odore di muffa, il tanfo del legno marcito e un lieve, appena percettibile, sentore di sangue fresco, mescolati in un aroma sacrilego e agghiacciante. L'altare della chiesa era da tempo in rovina, i candelabri rovesciati. Una vecchia sedia a schienale alto era stata posizionata dove un tempo stava il pulpito del prete. Mario Castellani sedeva come una montagna fusa d'ombra e acciaio temprato. Indossava una camicia di seta scura, apparentemente semplice ma di qualità pregiata, con il colle

