XVI Appena si sparse la voce del ritorno di Costantino, la catapecchia del pescatore si riempì di gente, e tutto il giorno fu un andirivieni di amici, di parenti, di persone che prima non avevano mai scambiato parola col poveretto, ed ora venivano, lo abbracciavano, gli offrivano la loro casa. Le donne piangevano, lo chiamavano «figlio mio», lo guardavano con occhi pietosi. Una vicina mandò pane e salsiccie. Ebbene, tutte queste dimostrazioni di stima e di pietà stizzivano il giovane. Diceva ad Isidoro: – Perchè hanno compassione di me? Cacciateli via: andiamo in campagna. – Andremo, andremo, figlio di Dio, abbi pazienza, – rispondeva l’altro, curvo sul focolare a cuocer le salsiccie. – Ah, come sei diventato cattivo! Possibile? Ecco, dopo lo scoppio di dolore avvenuto all’alba, zio I

