4 «Ecco a te.» «Grazie.» Laz prese da Red la tazza bollente di caffè e il latte liofilizzato con un lieve sorriso. Sembrava non riuscire a scaldarsi, il che era pazzesco visto che fuori c’erano più di trentadue gradi. Che diavolo stava succedendo? Era come se si trovasse in uno strano sogno, circondato da una nebbia di colori, forme e suoni a cui non riusciva a dare un senso. Aveva rilasciato la sua deposizione, ma era stato come se qualcun altro stesse parlando attraverso di lui. Non gli stava succedendo davvero una cosa simile. Lui non era nessuno. Era uno qualunque, che si galvanizzava per i nuovi filtri di Photoshop, faceva maratone di telefilm sentimentali e aveva un’ossessione morbosa per Pinterest. Gli insetti lo disgustavano, odiava i peperoni verdi e possedeva un gonfiabile da

