Elena si adirò e pestò il piede. «No! Ho bisogno del mio tè. Si aspetta che beva dell’acqua di qualche foglia rancida proveniente da chissà dove? Il mio tè arriva da uno dei più grossi produttori europei, non da una palude del Jersey!» Oh, buon Dio. Laz non aveva idea che una voce umana potesse arrivare a certi picchi. «L’ananas!» gridò Elena. «Abbiamo bisogno di quel tè,» ribadì Laz. «O ci va lei o andrò io, ma se qualcuno mi aspetta nel camerino di Elena, i Kings si incazzeranno.» Odiava usare i suoi amici come mezzo per spaventare, ma ormai li conosceva da tempo sufficiente per sapere che tipo di influenza avessero: come membro di un’agenzia di sicurezza privata, quel tipo non avrebbe fatto incazzare uno dei Kings, soprattutto il loro capo. «Okay, restate nella stanza, chiudete la p

