XXII-2

1699 Parole

«Dice la verità,» intervenne il commissario; «ché egli stesso ha scritto la sua storia, come meglio non si potrebbe, e ha lasciato il libro in pegno al carcere, per duecento reali.» «E mi propongo di spegnarlo, anche se vi fosse rimasto per duecento ducati.» «È di tanto valore?» domandò don Chisciotte. «È di tanto valore,» rispose Ginés, «che al diavolo il Lazarillo de Tormes e tutti gli altri che si sono scritti o si scriveranno di quel genere. Ciò che le posso dire è che tratta di fatti veri, e che sono verità così amene e divertenti che non ci possono essere bugie capaci di reggerne il paragone.» «E come s'intitola il libro?» domandò don Chisciotte. «La vita di Ginés di Pasamonte,» rispose lo stesso Ginés. «Ed è finito?» chiese don Chisciotte. «Come può esser finito,» rispose lui

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