Il cielo di Emma

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Il cielo di Emma L’onda di visitatori avanza lenta, con un brusio continuo si insinua nelle sale della mostra, si muove con sguardo ingordo, poi, dopo un’iniziale curiosità, mira dritto alle opere degli autori più conosciuti e si infila dietro altri angoli. Tra gli accenti stranieri delle guide che si diffondono come un eco lontano, confusa dalle minuziose spiegazioni, abituata alle battute d’effetto per far sorridere il pubblico, me ne sto in piedi a controllare che tutti rispettino l’arte e non si avvicinino troppo alle opere, non alzino la voce, non usino il cellulare o facciano foto. Contemplazione, ecco l’unica cosa ammessa. Passione e contemplazione. Osservo le espressioni di stupore, quelle annoiate, quelle affascinate, le bocche serrate o aperte in sorrisi, mi scontro con sguard

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