LA NEVE Chi non ha visto la montagna nell’inverno del 1885, non conosce l’inverno alpino. Gli altri anni è un lembo della terra che tutti conosciamo; l’anno passato era un paese inverosimile, fuori della realtà, una scena di sogno fantastico, una visione argentea, smagliante, l’idea astratta del candore divenuta sensibile senza nulla perdere di larghezza e di purezza. Passeranno anni ed anni prima che una tale visione riappaia così perfetta ed immacolata. Parlo ben inteso dei luoghi agresti, fuori dell’abitato. Tutto ciò che attesta la vita umana era scomparso o si era trasformato, l’uomo sembrava così estraneo a quella terra verginale come agli squallidi paesi lunari. E coll’uomo tutto quanto vive e si muove. Era una immensa bianchezza immobile, folgorata dal sole, anzi immedesimata col

