​UN MINUETTO-3

2030 Parole

Come fui sulla scala, precipitai al piano disotto, e mi chiusi a chiave nella mia cella. L’indomani la contessa non si mostrò che all’ora del pranzo. A tavola, guardandola, mi maravigliavo di che il conte e mio padre non avvertissero il mutamento seguito nelle sue fattezze. Era trasfigurata; gli occhi illanguiditi le si volgevano nell’orbita con dolcissima e direi immateriale morbidezza, la pelle del viso sembrava più fresca e trasparente, colorirsi e vibrare, nutrita da un sangue più giovane e più sottile; le labbra sembravano fatte più carnose e più soave il suono della voce e più armoniose le parole. L’abbandono delle sue movenze, ond’era ammollita la nativa signoresca compostezza, certe fissità estatiche dello sguardo, certi subitanei sorrisi rammentatori e soprattutto, un non so qual

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