Capitolo 40

785 Parole

40 Venerdì 20 ottobre. La notte «State in silenzio, mi raccomando» sussurro agli altri che mi seguono sul selciato di una vigna. È buio pesto e nemmeno la luna si accorge di noi. Qualche uccello notturno accompagna i nostri passi incerti. Io sono a fianco di Moreno, il maresciallo. Lui ha una pila piuttosto potente ma la tiene semioscurata dalla mano. Dietro di noi Ciccio con lo zaino, Meucci, Federico e i ragazzi del comune. Spesso li chiamo così per farli sorridere. A volte ci riesco, altre no. Stiamo camminando in fila indiana e la direzione è una soltanto, la casa di Antonio Fregapane. L’eccitazione è tanta e tutti ci sentiamo coinvolti in un qualcosa di importante. Un cane ulula lontano. Ci fermiamo a respirare per qualche minuto. Poi si riprende. Ora ci tocca un pezzo di salita

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