Capitolo 25— Dove si sorride sotto i denti

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Alba Tutto è luce, ma una luce cruda, spietata. L'oro scorre dai lampadari come sangue rappreso, il cristallo cattura ogni riflesso per rimandarlo come una freccia, e i diamanti ai colli delle invitate brillano più intensamente dei loro sorrisi congelati. La villa non è più una dimora, è una trappola tesa con cura. Un teatro di marmo e veleno. E io, al centro. Offerta, esibita, sacrificata. O almeno, è ciò che pensano. Il mio abito nero, L'Épée, divide la sala in due ad ogni passo. Nero, affilato, asimmetrico. Una spalla scoperta, come una provocazione. Come una falla volontaria. Io sono l'arma sotto il cofanetto. Gli sguardi mi valutano. Alcuni mi desiderano. Altri mi temono. Tutti mi sottovalutano. E io, li osservo. Ogni mimica. Ogni brindisi. Ogni occhiata. La menzogna trasuda dai

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