Alba La carta bruciata fluttua ancora nella mia gola. Mi sono lavata le mani tre volte. Acqua calda. Fredda. Sfregamento fino all’escoriazione. Il sapone faceva schiuma rossa. Ma so cosa ho toccato. E non è colpa. È più sporco. Più profondo. Più definitivo. Lasciò l’hotel prima dell’alba. Nessuno sguardo indietro. Nessun bagaglio. Solo ciò che indosso. E questa chiavetta USB, infilata nella fodera della mia giacca. Le mie dita hanno riconosciuto il posto a occhi chiusi. Riflesso di un’ex poliziotta. Duplicato del messaggio? Test? Minaccia? Non lo so. Ma riconosco i codici. La paranoia. Le trappole. È come una seconda pelle. Una brutta abitudine. Quello che ero prima non mi lascia. Anche se non ne sono più degna. Il telefono prepagato ha vibrato alle 5:12. Una sola parola s

