Capitolo 22 — Dove si tende un filo fragile

846 Parole

Alba Il ricevitore è freddo contro il mio palmo sudato. Sandro è lì, immobile dietro di me, come un predatore silenzioso. Non dice nulla, ma i suoi occhi ardenti non lasciano la mia schiena. Come un peso invisibile, gravano su ogni respiro. — Li chiamerai. Adesso, mormora, senza voltarsi. Il suo tono non è una domanda. È un ordine. Chiudo gli occhi per un attimo, raccolgo le mie forze, poi abbasso la voce. — Va bene, ma non c'è bisogno che fai la polizia dietro di me. Alcuni squilli dopo, una voce familiare, dolce, fragile, rompe il silenzio. — Alba? Sei tu? Luisa, la mia madre adottiva. La sua voce trema, stanca per l'ansia. — Mamma, sono io. Un sospiro, come un respiro di sollievo. — Oh, mia cara… Ci hai fatto preoccupare. Non ti abbiamo più sentita al telefono da settim

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