Sette

1803 Parole

Sette Quando entro nella nostra suite, sbatto la porta così forte che il cartello ingessato con scritto “ Casa degli sposi” cade a terra, facendosi a pezzi. Una mia borsa si strappa e vedo conchiglie e perle spargendosi per tutto l’appartamento. Ma non ho tempo per sciocchezze. D ov’è il mascalzone? Entro come un uragano nella sua camera, quella riservata agli ospiti degli sposi, ma non c’è; dopo qualche secondo, lo sento finalmente, sta canticchiando serafico nella doccia. Sto per investirlo e trascinargli la testa nel water per annegarlo, quando scorgo sul letto delle scartoffie, ed il suo portatile acceso. Ok, sicuramente lo colgo in pieno delitto. Senz’altro sta scrivendo ai paparazzi londinesi, ridendo di me alle mie spalle! Incavolata come una belva, coi capelli arruff

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