Capitolo 26 14 e 15 agosto 2004 Aveva promesso che sarebbe venuto a vederla ballare, l’avrebbe raggiunta dietro le quinte con il pass speciale che lei gli aveva procurato chiamando il tizio che organizzava l’evento. Aveva aspettato che lei chiudesse il bar e l’aveva accompagnata con la bicicletta alla fermata dell’autobus. La città malinconica e deserta, il caldo afoso intrappolato tra le pietre dei palazzi del centro: tutto si era dileguato, lasciando il posto a un’euforia privata e a una luce indimenticabile. Seduta sulla canna della bici di Adriano, Bianca si era chiesta se poteva appoggiarsi al suo petto, se non era scortese o precipitoso, per cui per tutto il tempo di quel breve tragitto si era limitata a sfiorarlo. Poi le pietre sconnesse della pavimentazione settecentesca aveva

