Capitolo 23 Oggi, località sconosciuta "Non saresti dovuta scappare" dice Alexei, mentre una raffica di vento spruzza sul tavolo la fresca acqua dell'oceano. O forse, sta cominciando a piovere. Le onde sono sempre più impetuose, e lo yacht oscilla più forte. Lo zig-zag di un fulmine attraversa il cielo, che si sta oscurando rapidamente, seguito da un tuono capace di far tremare le ossa. Presto, sarà troppo pericoloso restare seduti qui. Io, però, temo molto di più ciò che mi attende sotto il ponte, nella camera che Alexei vuole dividere con me. Intreccio le dita sul tavolo, per tenere ferme le mani, mentre lui continua. "Avremmo potuto consumare questo pasto in un bel ristorante di Mosca." E senza spargere tanto sangue. Non lo puntualizza, ma non è necessario. "Che cosa avevi in mente

