Genova, mercoledì 6 aprile 1977, ore nove Alle nove del mattino in punto un clacson strombazzò sotto le finestre di Riccarda. Una strombazzata ripetuta e insistente. Da guappo che non teme di disturbare. Riccarda si affacciò. Vide una Mercedes bianca decappottabile con i sedili in pelle. Al volante c’era Vito. Aggrottò la fronte. Dove l’aveva presa quell’auto? Non l’aveva mai vista prima. Lui le sorrise non appena lei comparì dai vetri. – Vito? – Ciao, Riccarda – rispose lui accendendosi una sigaretta. Era una mattina soleggiata e calda. Vito aveva già abbassato la capote. Non che avesse intenzione di percorrere tutto il tragitto così, in autostrada, ma almeno per il primo tratto… faceva un figurone quell’auto… almeno sino a Savona sì, e, perché no?, anche sino a Finale Ligure, l’av

