Quel giorno Vito aveva un sassolino nella scarpa da levarsi. Un bootleg degli adorati Stones, ossia una rarissima registrazione clandestina e precisamente quella del famoso concerto londinese alla Earls Court dell’anno precedente, durante il quale il grande Keith, si mormora, svenne nel bel mezzo dell’esibizione, in preda a una crisi d’astinenza da eroina. Un reperto rarissimo. In copertina la foto dello stesso Keith, seduto sul palco con la faccia distrutta e Mick Jagger che cerca di prestargli assistenza. Insomma, una perla. Costata trentacinquemila lire. Ma non si sentiva una beneamata mazza. La politica del negozio era la seguente: i bootleg non si cambiano. Né si ascoltano in cuffia, all’interno del negozio. Si acquistano. A scatola chiusa. Una volta tolto il cellophane sono tutti fa

