28 Giugno Chi sa che cosa penserai di me, di una monaca che geme, che si lamenta, che ti scrive clandestinamente? Quando scendo ad esaminare me stessa, mi trovo così colpevole, così abbietta che non so comprendere come tu mi lasci ancora la carità della tua amicizia... Il mio peccato è mostruoso, è vero ma sento che nella mia sventura c'è qualche cosa ch'è più colpevole di me stessa... e Dio mi perdonerà per questa ragione. Ci son dei momenti in cui, se non ti scrivessi, tutto quello che soffro dentro di me griderebbe ad alte strida da tutti i miei pori... Lo sai, Marianna? Lo sai? quella tentazione mi possiede ancora! Quel serpe l'ho sempre qui, fitto nel cuore! Quando ti parlo di cose indifferenti e cerco dissimularlo a te e a me stessa, allora mi morde più aspramente, mi lacera coi su

