Qualche giorno dopo, mentre Benner è impegnato in una riunione fuori città, il mio telefono vibra sul bancone della cucina. È un numero sconosciuto. Rispondo con esitazione e la voce viscida di Luke invade il silenzio della casa: «Ti avevo detto che ci saremmo rivisti, Leila. Il tuo padrone non è in casa a proteggerti ora, vero?». Un brivido di puro terrore mi corre lungo la schiena mentre guardo verso la vetrata del giardino: Luke è lì fuori, immobile sul limitare del bosco, con il telefono all'orecchio e un sorriso inquietante sul volto. Il collare di cuoio sotto la mia camicia sembra stringersi improvvisamente, come a ricordarmi che, anche se Benner non è fisicamente qui, io sono sua e devo resistere. Il cuore mi batte all'impazzata mentre sento Luke forzare la serratura della porta

