Capitolo 9-3

2413 Parole

Sollevata che stesse dormendo, mi avvicinai al guardaroba dall’altra parte del letto per riporre i vestiti. Aprii l’anta. «Non credo tu abbia bisogno di quella pistola. E, in ogni caso, sono a pezzi» borbottò Matteo. Lanciai un grido, lasciai cadere la borsa e mi girai, sbattendo la schiena contro il guardaroba mentre il mio sguardo guizzava verso il letto. Matteo spostò il lenzuolo e si tirò su a sedere, gli occhi castani attenti malgrado fossero gonfi. Mi fissava in silenzio. Indossava solo i pantaloni della tuta e aveva la parte alta del corpo ricoperta di lividi e tagli. Aveva un aspetto terribile, ma non mi rilassai. Mi raddrizzai, nonostante avessi il battito a mille. Matteo sospirò. «Puoi smettere di avere paura di me, Aria. Ti ho detto che non ti avrei più minacciato, tanto men

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