Provo a ritrarmi, a creare una distanza anche minima tra noi, ma lui serra la presa e neanche stavolta ho l’istinto di fuggire o di gridare. Perché la verità è che non mi sento una vittima. Non con lui. “Sai, ne ho ascoltato uno proprio stamattina, dopo che sei scappata e mi hai lasciato con un grosso problema da risolvere…” “Il grosso problema ce l’hai in testa!” “Significa che non mi darai una mano a risolverlo?” Questo è troppo! Tutta sgraziata e infuriata più con me stessa che con lui per avergli concesso queste libertà, mi volto e gli sferro un calcio dove i Borg, in teoria, non dovrebbero avere alcun gingillo. Non funziona perché lui riesce a pararlo, ma ne approfitto comunque per arrampicarmi sul bordo piscina. Una volta in piedi, raggiungo l’asciugamano e lo uso per coprirmi p

