“Allora spiegati meglio.” Mi distendo sul fianco, aspetto con pazienza ma, nonostante le legga sul viso una profonda indecisione, non mi svela nulla di più di quanto ha già detto. Inizio a capire che non riuscirò mai a scavalcare quell’infinita serie di ostacoli che ha frapposto tra se stessa e gli altri. E in fondo che diritto ho di provare a farlo? Non solo, come Andrew mi ripete, lei è inaccessibile, ma la sua permanenza qui è limitata. Lo stesso rapporto che stiamo instaurando è limitato nel tempo e nello spazio. Devo farmene una ragione e prendere ciò che mi dà, per poco che sia. Non conosco questa ragazza, né so che razza di vita abbia avuto, perciò basta. Basta ficcanasare e spingerla a dire o fare cose per le quali non è pronta. Se vuole parlare, parlerà. Se no, va bene lo stesso

