XXVIII Il mare azzurro, cosparso di scogli rosei, gettava mollemente la sua frangia argentea sulla sabbia fine della spiaggia, lungo l’anfiteatro terminato da due piccoli promontori dorati. La bellezza del giorno metteva un raggio di sole della Grecia sulla tomba di Chateaubriand. Nella camera a fiorami, il cui balcone, di là dai mirti e dai tamerici del giardino, dominava la spiaggia, l’oceano, le isole e i promontori, Teresa leggeva le lettere che era andata a cercare al mattino all’ufficio postale di San Malò, e che non aveva potuto aprire nel battello carico di passeggeri. Subito dopo colazione, s’era chiusa nella sua camera, e là, colle lettere spiegate sulle ginocchia, leggeva avidamente, gustava in fretta la sua gioia furtiva. Alle due, doveva fare una passeggiata in carrozza, con

