Capitolo 8-17

915 Parole

Selene Appena la mia nuca tocca il poggiatesta, il sogno mi avvolge come se fosse stato lì ad aspettarmi. Mi trovo di nuovo nella fatiscente stanza ricreativa del club dove si riunisce il mio branco. Il vecchio tavolo da biliardo nell’angolo. La stampa di Ansel Adam che si sta staccando dalla parete. Ci sono voci che vengono da ogni direzione. Da fuori e nella cucina. Tutto il branco deve venire qui a mangiare, parlare, giocare, passare la serata. Qualcuno sta chiamando il mio nome. La voce di una donna, bassa e leggera. Mia madre. Non la sento da una decina d’anni. Varco la porta… e finisco in camera mia. Non ci vengo dalla notte in cui sono morti i miei genitori. La stanza si inclina. Sono seduta sul letto, dritta, rigida, in attesa. C’è qualcuno fuori. Un intruso. “Chi va là?” chiede

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