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259 Parole

47Ho scritto un biglietto per zia Lisa. L’ho lasciato sul tavolo, sopra le piccole incrostazioni saline rimaste dopo l’evaporazione delle lacrime che ho pianto. Mi sono vestito. Ho allacciato l’orologio al polso. Chiuso il gas. Spento la caldaia. Lasciato la luce accesa nella camera di mia mamma. Così Lia Fellini aveva chiesto, tre giorni prima di andarsene: “Che la mia stanza resti accesa, ogni notte”. Ho tutto ciò che occorre? Mi autoperquisisco. Tasto il portafoglio, il Nokia 3310, le chiavi di questo appartamento, le chiavi dell’auto, le chiavi della casa di Venezia. …Anche se dalla mia famiglia non tornerò. Non oggi, almeno. Entro stasera sarò di nuovo qui. Esco. Chiudo la porta senza far rumore. Ci ripenso. Riapro. In casa, mi avvicino al muro della cucina abitabile.

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