29. L’assalto

2777 Parole

29. L’assalto Nelle cascine occupate in fondo a via Ripamonti. Il primo pomeriggio di primavera a Milano è uguale all’ultimo dell’inverno appena passato. La differenza sta solo nel sapore delle speranze disattese che si attacca alla gola, come fumo del tubo di scappamento dell’inverno. Tradita è la speranza di più luce, persa è quella di più libertà e anche le gonne un po’ più corte, indossate dalle ragazze, soccombono ai brividi che non vogliono abbandonare la città. Tutto di questi tempi parla di speranze, idee e belle novità che alla fine sono costrette a far di conto con la realtà. E la realtà è un esattore che non fa sconti. È un censore più Caino dei manganelli della Celere e, anche se quelli fanno più male, i segni delle speranze perdute e dei conti da pagare alla realtà sono ci

Lettura gratuita per i nuovi utenti
Scansiona per scaricare l'app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Scrittore
  • chap_listIndice
  • likeAGGIUNGI