VII. Café des Arts

3164 Parole

VII. Café des Arts Il Café des Arts di Jack LeRoy non è altro che un pretenzioso locale per turisti, una specie di Disneyland dell’arte contemporanea. [Andrew De La Mer9] E la strada era uno stretto corridoio tra mura di cemento e finestre, finestre ammassate l’una sull’altra, asfissianti piramidi di finestre sbarrate dall’interno. Muri, corridoi e finestre sbarrate. La città, per Kim Park, non era che una galera, una galera più grande, e proprio per questo impossibile da evadere. Più seguiva le strade indicate da Van der Schwan, più quelle linee incrociate sulla cartina sembravano stringersi attorno a lui, come a disegnare un cappio d’asfalto. Lanciò un’occhiata a Borelli: l’odore del sangue stava impregnando l’abitacolo della Barracuda. Presto quell’odore ferroso si sarebbe diffuso

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