Capitolo 42

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Capitolo 42 Impressionante era lo spettacolo della strage dopo la battaglia. Cadaveri, feriti e moribondi che invocavano il colpo di grazia, e la morte liberatrice di sofferenza. L’odore del sangue dei caduti attirava corvi e mosche come l’orso è attirato dal miele, mentre il lezzo dei corpi in putrefazione invadeva l’aria rendendola irrespirabile. I Tuficani erano lontani ma i loro caduti e i loro feriti ancora sul campo. Attendevano una degna sepoltura i primi, e un’anima misericordiosa i secondi. Mani pietose li raccoglievano e voci confortanti li rassicuravano. Vennero portati in riva al fiume, dove chirurghi e donne, lavavano e cucivano le ferite e i profondi squarci provocati dal ferro tagliente. Vennero ricomposte le fratture e medicate le tremende mutilazioni. Si organizzaro

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