Epilogo Quando quel mattino si svegliò sudava freddo, Trebon. Il suo sonno era stato turbato da strani incubi e ora si sentiva confuso e intontito. Hulia se n’era accorta e per questo, quando si ridestò, gli fece trovare di fianco al suo letto una bacinella di latte caldo. Lui, con tono sommesso e remissivo, la ringraziò. Lei, rispettosamente, non gli chiese cosa avesse disturbato i suoi sogni, ma avvertì una strana elettricità nell’aria, come se dovesse succedere qualcosa di grave. Ad Attidiu vi era un fanciullo, figlio di uno dei suoi servi. Amava molto la compagnia dell’anziano Trebon e spesso, nel tepore delle calde giornate estive, all’ombra di un fresco boschetto, gli raccontava le avventure della sua vita. Stavano ore a parlare; i suoi racconti facevano letteralmente impazzire
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