28«Che c’è Anna? Che cosa hai?» le chiese sua mamma, un po’ allarmata nel vedere la figlia triste e apatica di domenica mattina. «Non ti sei divertita, ieri sera, con le ragazze?» «Sì… così… normale…» rispose Anna. Pensò tra sé che le faceva anche fatica parlare. Teneva stretta fra le mani la tazza ancora calda del tè; le dava una lieve sensazione di piacere sentire quel tepore sui suoi polpastrelli, mentre tutto il resto del suo corpo le sembrava freddo. «Che c’è, Anna?» le chiese nuovamente sua madre, sedendosi di fronte a lei al tavolo di cucina. «Nulla, mamma…» e mentre pronunciava quelle parole, Anna sentì le lacrime rigarle il volto. Tirò su con il naso. «Anna…» «Giorgio… Mi sono innamorata, mamma… Ed i fine settimana senza di lui sono eterni; sembrano non finire mai...» Sua

