16 EMMA Ho perso la cognizione del tempo. Tutto ha cessato di esistere, tranne il modo in cui la tela tratteneva questi incredibili colori, mentre la punta del mio pennello turbinava e ne accarezzava la superficie... finché non ho fatto un passo indietro e ho ammirato la mia opera. “Hai talento”. Sussulto alla voce improvvisa accanto a me. Mi ero persino scordata che Deva fosse lì. Insieme, osserviamo ciò che ho dipinto: lo stagno in fondo al giardino di mia nonna. La casa dei miei ricordi d’infanzia più lieti. L’ho dipinto a memoria, ma solo ora, guardandolo, sento un’improvvisa fitta di nostalgia. “Grazie”, dico, ricordandomi che Deva mi ha appena rivolto un complimento. Guardo dall’altra parte del tavolo per vedere cosa ha dipinto. È una splendida riproduzione di tre lune, rigorosa

