17. Emma

1992 Parole

17 EMMA Durante il mio sfogo, la faccia straordinaria, dai lineamenti marcati, di Khan era un quadro, con quelle labbra arrotondate atteggiate a una O perfetta. Potevo percepire il suo desiderio di alzarsi da tavola e venirmi a ricordare quale fosse il mio posto. A suo merito, non lo ha fatto. È rimasto lì seduto come una statua mentre gli urlavo contro. Ora me ne sto raggomitolata nel nostro letto mentre calde lacrime mi scendono lungo il viso. Le sete lisce e le soffici pellicce sono morbide sulle mie gambe nude. Stranamente, questo mi fa solo urlare più forte. Nidificazione: Khan definisce così il mio strano, inspiegabile bisogno che a volte sento di aggiungere sempre più elementi di conforto alla nostra camera da letto. Mi dà carta bianca e si premura di assecondare ogni mio capri

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