«Credi nel destino?» Jack inclinò la testa, pensieroso, e lui capì che stava scegliendo con cura le parole, probabilmente per non offenderlo, perché era fatto così. «Penso che le nostre azioni ci portino su determinati percorsi.» «Quindi no?» «No, ma questo non rende meno vero quello in cui credi tu.» Fitz sorrise. «Sei molto dolce. A essere sincero, non so nemmeno io in cosa credo. È come se ci conoscessimo da molto più tempo di quanto non sia in realtà.» «Beh, in fin dei conti ci conosciamo da più di due anni.» «Ma non abbiamo mai parlato.» «Questo non significa che non pensassi a te ogni giorno.» Lui trasalì. «Pensavi a me tutti i giorni?» «Cercavo di non farlo, ma era peggio. So che non ci vedevamo, però era come se fossi lì con me.» Jack si mosse a disagio e si passò una mano

