38 - HERO

490 Parole
«Hero! Sveglia! È tardi!» grida mia madre facendo una breve pausa per ogni esclamazione. «Sono sveglio!» esclamo, ma torno a dormire. «E dai Hero!» Non voglio abbandonare il calore delle coperte che mi abbracciano riscaldandomi dal clima fresco notturno. Poi penso a Jo, alla mia prima volta e i pensieri riescono a tenere aperti i miei occhi verdi dandomi l'energia di alzarmi e incominciare al meglio la giornata. Dopo una doccia veloce, scendo le scale e mia madre mi informa che oggi faremo colazione nel bar di lusso di fronte alla piazza con la statua della sirena. . Ci sediamo al tavolino al centro del Bar e ordiniamo due cornetti a crema accompagnati da un cappuccino. Le pareti sono bianche decorate d'argento. Qualche mese fa erano dipinte di rosso. «Allora...» incomincia dire mia madre mentre io sorseggio il cappuccino. «Stai con qualcuna?» Mi va di traverso il caffè e incomincio a tossire. «Tutto bene?» chiede. «Si». Rido. «Facciamo finta che non ti abbia chiesto nulla» aggiunge concludendo il discorso. Come reagirebbe se sapesse che non sono più vergine? Credo che sarebbe più facile parlare di questo ad una figura paterna, ma odio mio padre e sono felice di non doverlo più vedere. Chiedo a mia madre come stanno andando le sue giornate lavorative e accenna che vorrebbe cambiare lavoro a causa dello stipendio. Parliamo di scuola, dei miei amici, di come stanno i parenti, dei libri che ci piacciono e dei film che abbiamo visto. Mi rendo conto che è passato tanto tempo dall'ultima volta che ne abbiamo guardato uno insieme. Lei è sempre stata il mio unico punto di riferimento e fin da piccolo ho sempre cercato di prendere esempio dal suo carattere e dai suoi modi di fare. Non è stata una brutta idea decidere di uscire con mia madre, anzi, il tempo che sto passando con lei scorre così velocemente - tra una risata e l'altra - che divento malinconico quando torniamo a casa per pranzo. Lei è una grande donna e anche senza una figura maschile in casa è riuscita a crescere me insegnandomi l'educazione ed i valori della vita. Il pomeriggio guardiamo un film e la sera ordiniamo una pizza. Dopo cena decido di telefonare a Jo che non si è fatta sentire per tutta la giornata. «Pronto?» risponde. I respiri sono molto affannati. «Tutto bene?» le chiedo. «No» mi dice scoppiando a piangere. «Cos'è successo?» le chiedo. Fatica un po' a rispondere. «La salute di mia nonna sta peggiorando». «Mi dispiace tanto» è tutto ciò che riesco a rispondere. Non immagino nemmeno quanto possa stare male. «Vorrei che tu fossi qui con me in questo momento... Un tuo abbraccio basterebbe a farmi scappare un sorriso». «Anch'io vorrei essere lì con te», ogni secondo della giornata, ogni giorno della settimana, ogni mese dell'anno... Tutto il tempo insieme a te. Rimango a parlare con lei al telefono fino a quando non si tranquillizza e si addormenta.
Lettura gratuita per i nuovi utenti
Scansiona per scaricare l'app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Scrittore
  • chap_listIndice
  • likeAGGIUNGI