15. Senza speranza

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15. Senza speranza Un giovedì pomeriggio, di ritorno dalla seduta con l’educatrice penitenziaria, Fiordaliso trovò l’ennesima sorpresa di Rosaria. «Presto, mangiamo prima che le guardie sentano il profumo di questa bontà e ci facciano rapporto» disse invitando la compagna a prendere posto a tavola. Fiordaliso osservò in silenzio i gamberetti e il cartone di Tavernello. «Sei senza parole, lo so. Con i gamberi è stato abbastanza facile, ma per questo» versò un goccio di vino a entrambe, «ho tribolato parecchio. Niente alcol in carcere, lo sai.» La principessa si bagnò appena le labbra e disse: «Fa schifo». «Non ho trovato di meglio» si giustificò Rosaria. «Ma sentirai i gamberi che bontà.» Fiordaliso annussò il piatto senza toccarlo: «È roba surgelata». «Ma che cazzo!» sbottò la comp

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