Finale Certo, ho un po’ di fitte al ventre. E intanto le penne scric scric scivolano serpentine sui fogli. Svolazzano, sonnecchiano, frizzano, saltabeccano. E loro, zitti zitti, in silenzio zuccherino. Eccoli qua i miei cari allievi, buoni buonini davanti a me, testa china sul foglio: compito in classe. L’aula è satura di geometria: cattedra sopraelevata come un tempio azteco, banchi allineati, il pavimento a scacchiera perfettamente lucidato. I ragazzi si inscrivono con naturalezza in tutta questa regolarità, sembrano figli di questo spazio. E lavorano sodo, a testa bassa. Rassegnàti. Va avanti così da quasi un’ora. Loro a scrivere. E io le fitte al ventre. Va avanti così da molti mesi, per la verità. Rassegnàti, ormai. Hanno dovuto farci l’abitudine. Certo però i primi tempi è sta

