– È peggio del previsto! Temo che anche a San Bernardino abbiano il loro bel da fare – mugugnò mentre sentivamo l’inconfondibile crepitare dell’MG 42. *** Padre Tazio aveva varcato insieme ai suoi amici il portale della chiesa dove spesso suo padre lo portava da ragazzo. Non ebbe il tempo di pensare a quegli assolati pomeriggi estivi trascorsi all’ombra del grande castagno che si ergeva sul sagrato. Lo scempio al quale assistette lo fece per un attimo vacillare. Il pavimento era stato rivoltato come un calzino, scavato, deturpato da uno squarcio enorme come un cratere dal quale emergeva un tappeto di ossa e resti di infanti morti secoli prima. Una scala di granito sprofondava nelle viscere della terra sotto la chiesa. Gli immondi uomini di Castelli avevano imbrattato le pareti affrescate

