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40 Era una notte senza luna e il sonno non voleva venire. Paolo giaceva nell’oscurità soffocante in ascolto, non sapeva neanche lui di che cosa. Regnava un terribile silenzio. Nessun passo dietro la porta, ma lui sapeva aspettare: il sonno sarebbe venuto e con lui Sveto. Paolo era diventato molto paziente. Di giorno faceva ginnastica, consumava i suoi pasti e studiava, si comportava il più possibile come ci si aspettava da lui: in attesa... Quel mattino, come gli era stato chiesto, era presente alla cremazione di Sveto, una cerimonia squallida e breve, per fortuna. C’era poca gente, nessun amico di lui, forse non ne aveva mai avuti. Marcella vestita di nero piangeva, sua sorella aveva gli occhi rossi: com’era giusto che fosse. Loro, lo avevano perso, non lui. Per lui Sveto tornava in seg

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