45 Dopo il colloquio con Alessandro Pace, Rosemarie uscì dalla stanza con gli occhi ancora umidi, ma per il momento rasserenata. – Come è andata? – chiese Marcella rientrando nella stanza. Il suo portamento era quello di sempre, volitivo, di donna che sa come affrontare i fatti della vita e non si lascia piegare, ma la sua olimpica serenità, appariva più frutto di educazione al controllo che di uno stato d’animo. – È stato difficile – rispose Pace, – Rosemarie è una persona semplice, anche se di buon senso e io le ho detto che ritengo il suo Giovanni innocente, ma che resterà in carcere, probabilmente per un bel pezzo. Non riusciva a capire, le sembrava un’ingiustizia e forse lo è, ma non siamo stati noi a cacciarlo in un tale pasticcio. In qualche modo però le mie parole sono servite.

