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775 Parole

50 Il silenzio della stanza fu interrotto dallo squillo acuto del telefono. Paolo, seduto alla scrivania si scosse. Da quanto tempo era seduto lì, a cosa stesse pensando, non se lo chiese. Era ormai abituato a quel genere di torpore, forse era causato dalle medicine che il medico gli prescriveva e che lui, per far contenta sua madre, prendeva ubbidiente. Il medico aveva parlato di anoressia e il suo consiglio era che lui si allontanasse dalla famiglia, ma di lasciare la casa e la sua camera, Paolo non ne voleva sapere, per via di Sveto. Il telefono continuava a squillare, non staccò il microfono. Probabile che a chiamarlo fosse Matteo, uno dei pochi amici che ancora si intestardiva a cercarlo, per uscire, per vederlo un momento; gli altri si erano stufati del suo negarsi. Sulla scrivani

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