EPILOGO Flora Calò entrò nel suo studio. Accese la radio, la Callas stava cantando casta diva che inargenti queste sacre antiche piante... È morta disperata, le passò per la mente. Ma non voleva pensarci. Sono a casa, si disse, com’è bello essere a casa. Fosse stato per lei non sarebbe più uscita. basta girare come una zingara, basta teatri e musica! poter vivere qui nella mia bella casa che mi sono goduta così poco, non vedere più nessuno. Passando davanti ad uno specchio si guardò. In mezzo alla fronte vide una ruga profonda che prima non c’era. Si avvicinò alla scrivania. Come sempre, Emma la sua segretaria, le aveva preparato la posta, aperta e selezionata. Le pile di lettere degli ammiratori alla sua sinistra, riempivano un cesto di vimini. Lei rispondeva sempre a tutti, qualche pa
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