Il marito di Elena-12

2002 Parole

Cataldi se lo lasciava dire di buon grado in faccia, ogni volta che l'asserragliava in un cantuccio, nel vano di una finestra, dietro un canapè, a ridosso della coda del pianoforte, dove poteva. E s'impadroniva del suo ventaglio, del ciondolo del braccialetto, del lembo di un pizzo, senza lasciarsi imporre dai suoi corrucci da bambina o dalla sua collera leggiadra, facendole piegare il capo e arrossire la nuca sotto le sue calde proteste, recitate con una flemma imperturbabile, con una franchezza che aveva del cinismo. - Via! quando vi risolverete a dirmi che mi amate! Lasciatevi far la corte. Che temete? Non ci crediamo né voi né io. Voi non amerete mai, come me. Voi avete tutti i miei difetti. Siete insensibile, egoista e vana. Voi dareste l'anima ed il corpo per conoscere l'amore anche

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