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624 Parole

29 «Niente grida rimorso più del cazzo di qualcuno che non conosci, con cui sei comunque stato a letto, infilato tra lo spartichiappe la mattina dopo». Jameson Qualcosa suona. Un occhio si apre, la testa collassa di lato, e confusa guardo il mio comodino. Il mio telefono vibra e suona, ballando un’allegra piccola samba sul parquet. è forte, fastidioso e irritante, esattamente come dovrebbe essere. Afferro il telefono e lo poggio sul palmo della mano con un lamento. Strizzo gli occhi verso il numero sconosciuto, ciononostante scorro il dito per accettare e collegare la chiamata. «Pronto». Gracchio intontita. 5,37 non è carino da vedere. «James?», la voce è vagamente familiare. Mascolina. Profonda, sexy e familiare. «Eh?». «Sono io». Dio, sono stanca, sono almeno sveglia? Che gio

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