Sequenze

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Sequenze2009, Milano Il negozio di materiali per belle arti è grandissimo. Cinque vetrine strapiene di colori, quadri, cornici di tutte le forme si affacciano sulla via attirando sapientemente l’attenzione dei passanti. Clara apre la porta a vetri dell’ingresso e si immerge in quel mare variopinto. All’entrata vi sono dei carrellini, ne prende uno e in poco tempo lo riempie con tele di piccole dimensioni, colori, libri su come dipingere e pennelli di varia fatta. A un certo punto, mentre osserva tutta la merce stipata nel carrello, un senso di inutilità si impossessa di lei. Lentamente ripercorre il locale rimettendo a posto quasi tutto ciò che aveva deciso di prendere, lasciando il negozio con una sola scatola di colori a olio. Appena fuori la donna si guarda intorno. L’autista sta spostando la macchina, obbedendo all’ordine di un vigile. Clara decide di fare un giretto intorno, prima di risalire in auto. Svoltato l’angolo, vede il salone di parrucchiere, Look & Life. Si avvicina alle vetrine, guardando all’interno. Come la prima volta posa la mano sulla maniglia, cercando di entrare. “È vuoto e tutto buio. La porta non si apre. È chiuso. Strano, Anna mi ha detto che non avevano posto. Non avrà capito”. Si allontana, guarda altre vetrine di negozi, svolta l’angolo. Altri negozi. Si sente veramente stanca. Decide di tornare indietro. Vuole tornare a casa e provare a dipingere. “Ehi! Ma guarda… È la ragazza che mi ha indicato il parrucchiere”, pensa tra sé. La giovane sta sull’altro lato della strada, intenta a parlare con una signora bionda che si sta sporgendo verso di lei con aria interrogativa. Clara resta a osservarle incuriosita. Poco dopo le due donne si salutano e la signora bionda se ne va, mentre la ragazza rimane ferma. Clara fa per chiamarla, alzando un braccio. Per un momento pare che la ragazza l’abbia scorta, ma poi si gira dall’altra parte allontanandosi e salutando un’ultima volta la signora bionda che sta entrando dal parrucchiere. Clara rimane delusa: “Non mi ha riconosciuta. Ha segnalato il parrucchiere anche a quella donna. Che caso! La vita è proprio strana. E tu, mia cara, lo sai bene” dice a sé stessa, scuotendo tristemente la testa. “Il salone allora ha aperto”, considera subito dopo. “Pazienza, ormai non ho più voglia di andarci, torno a casa”. L’autista, nel frattempo, ha riportato la macchina davanti al negozio di belle arti. Clara si avvicina alla Mercedes e sale. «Ci ha messo molto, signora. Tutto bene?» «Si grazie, ma sono stanca. Andiamo a casa». Davide, scrutandola dallo specchietto retrovisore, le ricorda: «Si è dimenticata l’appuntamento dal dottore?» «Già. Inutile a dirsi. Sai sempre meglio tu di me quello che devo fare. Andiamo». Immettendosi nel traffico cittadino, si avviano verso lo studio dello psichiatra.
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