Le prime incrinature2009 Milano – mesi dopo la scomparsa di Emma «Maledizione!» mormora Anna percorrendo avanti e indietro il corridoio dell’ospedale milanese nel quale l’ambulanza ha portato Emma. “Sono già venticinque minuti che è là dentro… cosa le starà dicendo quel dannato medico? C’è da impazzire a stare qui” Non era più abituata a questo senso di impotenza. L’organizzazione di solito riesce a prevedere e calcolare tutto in anticipo. Vorrebbe fumare una sigaretta, ma in ospedale è vietato; non sa come sfogare la tensione. La porta dello studio del medico è sempre chiusa e la corpulenta infermiera che vi ha accompagnato Emma continua a stare nei paraggi e di tanto in tanto osserva Anna di sottecchi. “Sto attirando l’attenzione di quel cane da guardia. Ma che mi succede? La regola

