Capitolo 11 Sono pietrificata. Non ho idea di cosa fare. Sì, ho ormoni, feromoni, e i classici banali gemiti bloccati in fondo alla gola, che sono sul punto di esplodere. La mia mente vortica... cosa intendeva Matt con quella frase? Lo schiaffeggio o gli salto addosso? Ci fissiamo... i suoi occhi ardono di desiderio, i miei probabilmente trasmettono il panico. Deglutendo a fatica, dico: “Credo che...” Matt scatta verso di me, mi solleva con un braccio intorno alla vita e mi passa nell’altro sbattendomi sulla scrivania; tutto quello che si trova sopra vola sul pavimento: raccoglitori, fogli, cartelle, penne, nastro adesivo, spillatrice, due block notes e una scatola di graffette. “Non dire una cazzo di parola, McKayla. Non una parola”. Infilando una delle sue cosce dure come la rocci

